Custodire non significa fermare il mare.
Non significa arrestare il cambiamento.
Non significa dire no per principio.
La tutela del mare non è immobilismo.
È intelligenza nelle scelte.
Il mare è un sistema vivo, in continuo movimento.
Cambia, si adatta, reagisce.
Pretendere di conservarlo congelandolo sarebbe una forma di negazione, non di cura.
Crediamo che sviluppo e tutela non siano opposti.
Diventano incompatibili solo quando lo sviluppo è cieco, rapido, disattento.
Quando procede senza ascoltare i limiti naturali e le relazioni che tengono in equilibrio un ecosistema complesso.
Custodire significa conoscere prima di intervenire.
Significa valutare gli effetti nel tempo, non solo nell’immediato.
Significa riconoscere che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche sostenibile.
In un mare fragile come il Mediterraneo, ogni scelta ha un peso.
Ogni intervento produce conseguenze che si sommano, si intrecciano, si amplificano.
Per questo non ci opponiamo al cambiamento.
Ci opponiamo alla mancanza di visione.
Alla semplificazione.
Alla convinzione che il mare possa sempre adattarsi a ciò che decidiamo.
Custodire è un atto attivo.
Richiede competenza, responsabilità, capacità di rinuncia.
Richiede il coraggio di rallentare quando necessario e di innovare solo quando l’innovazione è compatibile con la vita del mare.
Il mare non chiede di essere bloccato.
Chiede di essere capito.
Frate Mare
Custodi del Blu
Frate Mare
Associazione Ambientalista riconosciuta E.T.S. iscritta al RUNTS rep. n. 11559123